Orange is the New Black – Recensione 5×11

Ciao ragazzi, a parlarvi di Orange is the new Black oggi è tornato il Big Boss delle Redheads: Veronica.

Devo ammetterlo, questa stagione non mi aveva presa moltissimo, continuavo ad aspettare che tutta questa storia della rivolta terminasse e lasciasse spazio ad una nuova storyline ma gli ultimi due episodi mi sono piaciuti davvero (quello precedente a questo in modo particolare).

Breaking the Fiberboad Ceiling non si sofferma in modo particolare su un singolo personaggio ma principalmente sulla questione di essere maamme in prigione che spesso, significa deludere i propri figli. Tra le mamme che spiccano in questo undicesimo episodio c’è senza ombra di dubbio Mendoza, che si trova in una situazione che risulterebbe incredibilmente frustrante per qualsiasi genitore: sapere che il proprio figlio è in pericolo di vita e non poter far nulla per aiutarlo, nemmeno essere lì con lui.

L’episodio ruota attorno alla ricerca della donna di trovare un modo per uscire dalla prigione e non essere l’orribile madre che Diaz le ha detto di essere: vuole esserci per suo figlio ma non sa come fare. Devo ammettere che la sua storyline in questa parte di stagione è davvero straziante e gli ultimi secondi, in cui l’abbiamo vista ad un passo dalla libertà ma bloccat da quelle che avrebbero dovuto capirla, dalle stesse donne che come lei hanno un figlio e non smettono di deluderlo. Bellissimo infati il collegamento dell’ultima frase “Penserà che l’ho mentito, deluderò mio figlio” “Non sarà la prima volta!” collegato alla scena del bambino che riconosce sua madre, la stessa donna che ha pronunciato quelle ultime due parole, sbraitare e dire parolacce contro le guardie in ostaggio.

Può davvero Mendoza deludere suo figlio a tal punto? (figlio che mi ha ricordato vagamente Zac Efron, tra l’altro)

Abbiamo poi “occhi pazzi” che ancora una volta si è dimostrata la migliore del cast e il personaggio con più sfaccettature. Nella sua pazzia è l’anima più pura del Lichfield ed è l’unica per la quale riesco a provare empatia.

Ma la sua pazzia in questo episodio non era sicuramente dettata dal caso, ill tutto è nato infatti da una combinazione di due ingredienti: Morello al comando dell’infermeria e la morte della guardia alla quale Dayanara ha sparato. Per quanto riguarda la prima, pazzia a parte è stato molto bello vederla immersa in qualcosa e i suoi consigli, se scorporati alla pazzia possono essere davvero un consiglio di vita molto valido, per non parlare del fatto che per una volta sembra aver detto la verità: sta davvero aspettando un bambino.

Per quanto riguarda la seconda invece, siamo davanti ad un

Problema enorme.

La morte di una guardia significa davvero TANTE COSE per le nostre detenute. Sin dal primo episodio abbiamo sentito dire che “qualsiasi cosa era possibile a patto che non ci fossero vittime” e, finchè si trattava solo di feriti, si poteva chiudere un occhio; ma ora? Quel poveretto ci è davvero rimasto secco e questo non solo significa che Taystee non avrà ciò per cui sta combattendo così duramente ma che Dyanara probabilmente non vedrà mai più la luce del sole (o sua figlia) e chissà quali saranno le conseguenze per le altre detenute. Una sola cosa è certa:

Le cose non si mettono bene per le detenute del Lichfield.

Almeno per alcune di loro perchè altre, sembrano avere qualcosa dalla loro che potrà aiutarle in tutta questa situazione. Abbiamo visto infatti nello scorso episodio diretto dalla meravigliosa Laura Prepon, il modo in cui Piscatella non solo ha umiliato Red ma ha anche rotto un braccio ad Alex. C’era solo un problema: le persone avrebbero davvero creduto alle detenute piuttosto che ad un poliziotto?

Certo che NO.

Proprio per questo motivo le vediamo litigare ed interrogarsi su cosa fare e cme fare per farlo confessare finchè Gina, con un semplice gesto, riesce a salvare la situazione e a garantire a tutte credibilità senza bisogno di dover far nulla:

Ammetto di essermi chiesta per tutto l’episodio scorso cosa stessero aspettando a filmare il tutto, ora che avevano a  disposizione dei cellulari e qualcuno per fortuna sembra avermi ascoltato. A quanto pare Daisy Piscatella dovrà dici addio molto presto e, nonostante la sua storia mi abbia toccata e mi abbia fatto venir voglia di abbracciarlo, sono felice. L’ho sempre odiato e sempre lo odierò, quindi ADDIO PISCATELLA CI VEDIAMO ALL’INFERNO… o nel soffitto del Lichfield!

Veronica.

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